Canottieri Timavo: Un hangar moderno per i 100 anni d’attività

La Timavo punta a festeggiare nel 2020 con la struttura di ricovero assieme agli ulteriori ormeggi

 

 

La Canottieri Timavo vuole festeggiare il suo primo secolo di vita non solo ampliando i suoi posti barca, ma dotandosi di strutture adeguate a un parterre di atleti in crescita, come lo è anche il numero dei soci, oltre quota 500. «Speriamo di farcela per il 2020», afferma Lorenzo Lorenzon, presidente dello storico sodalizio sportivo, il primo a formarsi in città e di certo uno dei più blasonati. Nel giro di due anni, dopo aver acceso un mutuo di 600 mila euro, la Canottieri Timavo punta a realizzare un hangar nuovo di zecca per il ricovero delle imbarcazioni di canottaggio e delle canoe e, quindi, in sequenza mettere mano al restauro esterno e ridefinizione degli spazi interni della sede storica, che, datata 1937, è un chiaro esempio di architettura razionalista.«Ci sono problemi notevoli di risalite di umidità – spiega Lorenzon – da risolvere una volta per tutte e poi all’interno vogliamo ricavare una palestra e un’aula didattica, infermeria e spazi per i tecnici, oltre a rifare gli spogliatoi e adeguare il locale segreteria». Un’operazione che in tutto costerà alla società di via dell’Agraria attorno ai 400 mila euro, mentre altri 200 mila se ne andranno per la costruzione dell’hangar in posizione vicina alla palazzina storica, dove ora sono ricoverate le imbarcazioni, che la Timavo sta progressivamente sostituendo per consentire ai propri atleti di essere competitivi fino in fondo. «Il parco imbarcazioni era decisamente datato – dice Lorenzon – e andava svecchiato per rimanere agganciati alle ultime innovazioni tecnologiche».

Se i nuovi ormeggi saranno pronti nel giro di un paio di mesi, l’intervento sulle strutture si profila decisamente più impegnativo. L’obiettivo è però appunto quello di arrivare in tempo per la festa del centenario. La Timavo fu fondata nel settembre del 1920, quando si ritrovarono all’albergo “Al Cervo” diversi appassionati del remo. Un gruppo eterogeneo di 54 soci, in gran parte cantierini, provenienti dalle più affermate realtà della Venezia Giulia, come la Libertas di Capodistria, la Pietas Julia di Pola, la Diadora di Zara e la Forza e Valore di Parenzo. Nel 1948 sfugge per poco la partecipazione alle Olimpiadi di Londra a favore di un equipaggio di Varese. Nel 1949 ad Amsterdam il “quattro con” della Timavo vince il titolo europeo in rappresentanza dell’Italia, con l’equipaggio formato da Bobig, Giurissa, Delise, Tagliapietra, timoniere Suzzi.(la.bl.) 

fonte: il piccolo

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